Il Vino è viaggio
12 Febbraio 2016

Il Vino è viaggio

Il Vino è viaggio. I vini vanno cercati, inseguiti per le strade del mondo. Così faccio, da tempo. Strade percorse fin dal primo mattino per arrivare in posti da leggenda, così come in piccoli remoti luoghi sconosciuti. Per avere gli occhi fra le vigne, i piedi che camminano i filari, le mani che sfiorano e accarezzano le viti. Per annusare i profumi della terra, quelli della cantina. Per lasciar scorrere piccoli rivoli di sole liquido dentro la tua bocca. 
Il Vino è viaggio: a volte anche stando seduti sul divano, se chiudi gli occhi religiosamente e affondi il naso nel bicchiere, anche quello è viaggio. Senti il luogo, il suo richiamo a ritornare, o a scoprirlo per la prima volta.
Se è vero che è importante mettere il naso nel bicchiere per illustrare tutte le caratteristiche di un vino, è altrettanto vero che per raccontare un vino il naso bisogna metterlo “fuori” dal bicchiere, nel territorio e nella storia sociale che lo ha generato. Essere capaci di leggere la storia di un territorio attraverso i suoi vini. Questa è la sfida.
Il paesaggio vinicolo è sempre stratificazione di terra e storia: quanti ne ho attraversati, pieni di persone, di gesti, di passioni e di abitudini, di cibo e di pietre. Il viaggio enoico è un viaggio nello spazio e insieme un viaggio nel tempo, nella storia sociale del terroir. L’enofilo viaggiatore scopre il talento dei luoghi, cerca di penetrarne l’anima. Mi sono trovato ad accarezzare le pietre e i muri delle cantine allo stesso modo di quelle delle cattedrali, con il rispetto che gli si deve: so che mi sopravviveranno.
Il Vino è viaggio.
L’Amore è viaggio.
Viaggiare è essere sempre pronti all’Amore.
Anche il vino, forse, è sempre un atto d’Amore.
In alto i calici allora. Buon viaggio!



Massimo Recli


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